La riscoperta della caserma Pepe Bettoia tra le iniziative del Fai Catanzaro

La riscoperta della caserma Pepe Bettoia tra le iniziative del Fai Catanzaro
marzo 25 18:50 2017

La prima giornata Fai ha coinvolto la città

La prima giornata del Fai ha coinvolto la città di Catanzaro in maniera entusiasmante. Molti cittadini e soprattutto scolaresche hanno ravvivato i luoghi che il Fondo Ambiente Italiano ha scelto per le giornate di primavera del 25 e 26 marzo.

Catanzarotv.it, in particolare, si è recata alla Caserma Pepe Bettoia per illustrare e far conoscere uno dei tanti immobili che costituiscono la storia della città.
Due le scuole catanzaresi coinvolte: l’istituto Pascoli ed il Liceo Fermi i cui ragazzi hanno fatto da apprendisti ciceroni per la guida all’interno di luoghi a molti poco noti. Presenti anche altre scuole della provincia.

La mattinata ha avuto inizio con un momento solenne: l’intonazione dell’inno di Mameli da parte di alcuni ragazzi nel corso dell’alzabandiera.
La caserma Pepe Bettoia era un convento di Cappuccini che si insediarono a  Catanzaro nel 1534 quando era vescovo Mons Ricciulli. Dopo qualche anno fu affidata loro l’edificazione del Convento su un’area ceduta dal nobile catanzarese Girolamo Pistoia.

Nel 1600, circa, il convento registrava il maggior numero di frati in tutta Calabria e presentava un ricchissima biblioteca, finanziata da Padre Vincenzo da Catanzaro e dalla famiglia Landa.
Nel 1872 il Monastero fu affidato al Municipio di Catanzaro e divenne Caserma Pepe, in onore del valoroso militare Florestano Pepe. Il convento era costituito da un portico edificato su due livelli ai lati del quale, al piano terra, erano situate 45 cappelle che ospitavano sacerdoti, chierici, laici professi e tertiari.

I segni evidenti dell’antico convento

Dal portico inoltre era possibile accedere, attraverso una scala, agli altri locali del convento e solo dopo il 1650 vennero annessi un’infermiera e un lanificio.Nonostante lo scorrere del tempo, il convento ancora oggi conserva i segni della sua antica edificazione. Ritroviamo, infatti, il portale d’ingresso della chiesa di Santa Maria degli Angeli;  l’ingresso principale al convento costituito da un arco in mattoni; una cinta muraria che proteggeva e delimitava le proprietà del convento; una vasca adibita alla raccolta delle acque irrigue che venivano poi distribuite all’orto e ai poderi del convento.

Dopo la trasformazione del convento in zona militare, la vasca fu adibita in un primo luogo come “polveriera”, in seguito come “riservetta di munizioni” e intorno agli anni ’90 venne edificata una chiesetta dedicata a San Francesco d’Assisi.

Chiesa dedicata a Santa Maria degli Angeli

Nel 1786, insieme al convento, venne costruita anche la Chiesa dedicata a Santa Maria degli Angeli.
Essa possedeva una facciata molto semplice sopra la quale si ergeva una campana. La chiesa disponeva di un coro e di due cappelli ubicate a ovest della navata centrale.
Tali cappelle erano allestite con diversi altari e statue in legno, crocifissi in argento, diversi affreschi e quadri.

Purtroppo molti di questi arredamenti sono andati perduti e giungono a noi soltanto quattro quadri: Santa Maria degli Angeli attualmente esposto nella chiesa del Monte dei Morti della Misericordia di Catanzaro;

San Vitaliano esposto a Reggio Calabria; Madonna degli Angeli fra santi e sante francescane esposto al museo Marca di Catanzaro; Madonna della Porticella dipinta da Giovanni Loprete.

In alcuni punti della chiesa è visibile una parte di muro tutto in pietra, a testimonianza del fatto che, negli anni, è stato coperto da una base di intonaco che non ne risalta, al punto giusto, le caratteristiche.

E’, infatti, nelle intenzioni di chi vive la struttura, riportare alla luce quanto di più originale ed autentico possa esistere ritenendo che solo così si possano ammirare le bellezze architettoniche nella loro interezza.

Antonella Catrambone

Si ringrazia per la preziosa collaborazione Marta Mercurio del Liceo Scientifico Fermi