Automobiline incendiate: ma cosa succede al Parco della Biodiversità?

Automobiline incendiate: ma cosa succede al Parco della Biodiversità?
febbraio 16 15:34 2017

I fatti 

“A pochi giorni dal riposizionamento della Madonnina di Medjugorie, il cui volto era stato completamente sfigurato in seguito ad un deplorevole atto vandalico, il Parco della Biodiversità viene ancora una volta colpito al cuore dalla violenza inaudita e vigliacca di ignoti che non hanno di meglio da fare che distruggere un bene collettivo tanto caro a Catanzaro e alla Calabria. Questa volta si sono accaniti contro le baracche vicino alle giostrine, che custodivano le automobiline andate completamente distrutte”. E’ quanto afferma il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, nell’apprendere la notizia dell’incendio che è divampato nei pressi delle giostre, ubicate nel Parco della Biodiversità.

In seguito all’intervento dei Vigili del fuoco che hanno prontamente spento l’incendio, si è riscontrato che le fiamme hanno interessato tre baracche di cui due di legno parzialmente bruciate e una di lamiera coibentata contenente sei vetture per giostrine risultate completamente distrutte.

Sul posto è stata rinvenuta anche una tanica contenente tracce di liquido infiammabile, posta sotto sequestro dalla Polizia di Stato. “Atti vandalici che suscitano sdegno e rabbia – dice il presidente Bruno – ancora di più perché vanno ad interessare un luogo che ha regalato tanti momenti felici di svago ai bambini che vivono e animano il Parco della Biodiversità. Questo grande patrimonio collettivo andrebbe preservato e invece continua ad essere ferito, colpito, distrutto senza motivo se non l’inciviltà”.

Nuovo appello

“Ancora una volta quale estimatore del Parco e presidente dell’Amministrazione provinciale di Catanzaro, che tra mille sforzi cerca di mantenere l’eccellenza di questa struttura nonostante le risorse limitate a disposizione, ricordo 60 mila euro per la manutenzione a fronte delle 900 mila degli anni passati – ha detto Enzo Bruno – mi appello al senso civico dei cittadini e chiedo loro di collaborare con gli uffici dell’ente vigilando affinché non vengano commessi atti di vandalismo, e segnalando eventuali criticità e pericoli. Il senso civico, il rispetto del patrimonio paesaggistico e ambientale, delle sue strutture sportive e ludiche, delle opere d’arte all’interno del Parco deve essere da stimolo a tutelare un’area così vasta e frequentata da danneggiamenti ed episodi di inciviltà.

Ripeto ancora una volta quando ribadito in più occasioni – conclude il presidente Bruno – non ci sono risorse per ricostruire il Parco: se viene distrutto non potrà essere recuperato. Quindi, aiutateci a preservarlo e abbiatene cura come se fosse vostro: solo come una comunità che cammina assieme nella fiducia reciproca si creano gli anticorpi sociali capaci di stoppare la criminalità che deturpa e danneggia il bene comune”.

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Fin qui le notizie ed il commento del presidente Bruno.

Dando per scontati i sentimenti di raccapriccio e di biasimo per un gesto vile e codardo, ci chiediamo : perché ciò accade in una delle zone più sorvegliate e protette della città? Al Parco ci sono custodi e agenti di polizia preposti alla tutela della struttura che – inoltre – dispone di un impianto di videosorveglianza. Inutile appellarsi al senso civico ed all’appartenenza comune, caro presidente: chi ce l’ha non va a distruggere madonnine o ad incendiare macchinine per bambini.
E chi purtroppo non ha questi valori non è certo sensibile agli appelli, sia pure accorati come i suoi. Piuttosto alziamo il livello di guardia perché se si distrugge un simbolo di fede (la Madonnina) o i giochini per i più piccoli purtroppo può fare anche di peggio. A meno che non si tratti di segnali precisi all’indirizzo di qualcuno. Ma qui saranno gli inquirenti a poterci dare informazioni più idonee.