Bancarotta, GdF sequestra sala bowling ‘Due Mari’, immobili, slot e c/c

Bancarotta, GdF sequestra sala bowling ‘Due Mari’, immobili, slot e c/c
giugno 29 15:56 2017

Divieto di esercizio d’impresa per Giuseppe Cristaudo e Titina Caruso

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Catanzaro, coordinati dal Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Dott. Salvatore Curcio e dal Sostituto Procuratore Marta Agostini, hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare personale e a un decreto di sequestro preventivo emessi dal G.I.P. di Lamezia Terme su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di tre persone per i reati di bancarotta fraudolenta, omessa dichiarazione dei redditi e peculato.

In particolare, le Fiamme Gialle hanno notificato a Giuseppe Cristaudo (cl. 1969) e alla moglie Concetta Caruso (cl. 1972) la misura del divieto temporaneo di esercitare ogni attività di impresa, mentre a Cristaudo (cl. 1965) quella del divieto di esercitare la professione di commercialista.

I primi due soggetti erano stati già colpiti nel novembre 2015 da misure interdittive nell’ambito dell’Operazione “Tyche” con l’accusa di peculato, bancarotta fraudolenta, dichiarazione infedele e circonvenzione di incapace, commessi nell’ambito del fallimento della Caruso Group S.r.l., società a loro riconducibile e operante nel settore della gestione di videogiochi ed apparecchi da intrattenimento. In quella circostanza, ai finanzieri non erano sfuggiti alcuni beni confluiti nella società lametina Automatic Games S.r.l., costituita dai due coniugi e poi dichiarata fallita nel 2014.

L’approfondimento delle vicende legate al fallimento della Automatic Games S.r.l. portava alla luce una serie di anomalie e artifizi contabili tesi a rendere difficilissima la ricostruzione del  patrimonio e il movimento degli affari della società.

Le indagini tuttavia, consentivano di accertare lo “svuotamento” progressivo dei beni societari, in danno di creditori e Pubblica Amministrazione, a favore della Casimò Entertainment S.r.l. di Caruso Titina e di un’altra società riconducibile al marito. Detti beni, costituiti da un impianto di bowling a 12 piste e numerosi apparecchi da intrattenimento (oltre 200 apparecchi da gioco tra slot-machine, flipper, carambole e altri), venivano, infatti, ceduti alla Casimò Entertainment

S.r.l. a titolo gratuito o a cifre irrisorie rispetto al prezzo di acquisto, di fatto rendendo la Automatic Games S.r.l. una mera “scatola vuota” fino alla dichiarazione di fallimento.

La GdF ha rilevato 4 milioni di euro non contabilizzati

Inoltre, dagli accertamenti svolti dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria – Gruppo Tutela Economia – di Catanzaro sono anche emersi oltre 4 milioni e mezzo di euro “scassettati”, ovvero prelevati dagli apparecchi da gioco e mai transitati nelle casse della società fallita, tra i

quali era computata anche la quota da versare all’erario quale concessionario per la tenuta di apparecchi da gioco con vincita in denaro (circa 48 mila euro).

Le condotte distrattive e la dissipazione del patrimonio societario venivano realizzate con il concorso di Cristaudo Battista, commercialista della società, che avrebbe fornito un considerevole apporto personale, gestendo la contabilità della Automatic Games S.r.l. nella quale, tra l’altro, avrebbe registrato costi fittizi per oltre 2 milioni di euro allo scopo di abbattere i ricavi e distrarre liquidità.

Alla luce delle indagini svolte, pertanto, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Lamezia Terme, Dr.ssa Valentina Gallo, ha emesso l’ordinanza di misure cautelari e disposto il sequestro preventivo di somme di denaro e beni nelle disponibilità degli indagati per un ammontare complessivo di circa tre milioni di euro. I finanzieri hanno, quindi, cautelato  conti correnti accesi in diversi istituti di credito, quattro immobili (tra cui una villa di 15 vani

con piscina a Lamezia Terme), la sala bowling a 12 piste collocata nel centro commerciale “Due Mari” di Maida (CZ) e centinaia di apparecchi da gioco del tipo slot-machine

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