Dieci anni di inferno tra sevizie e crudeltà: un arresto a Gizzeria

novembre 22 14:53 2017

I carabinieri scoprono un’ atroce storia di violenza e povertà

Lo spettacolo è di quelli che fanno rabbrividire. Quasi si stenta a capacitarsi della brutalità con cui un uomo, classe ’65, ha costretto a vivere in condizioni disgustose la convivente, 29enne di nazionalità romena e i due figli minorenni di 9 e 3 anni. Una baracca fatiscente nel cuore delle campagne di Gizzeria Lido, priva di illuminazione e di servizi.

Un luogo angusto, sporco, insalubre, infestato da topi e insetti, i letti di cartone, secchi della spazzatura per raccogliere i bisogni. Stamani l’arrivo sul posto da parte dei Carabinieri ha messo fine a questo lungo incubo. Nei confronti del 52enne, italiano, pregiudicato e con precedenti in materia sessuale i militari hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura.

Le accuse sono di maltrattamenti in famiglia, riduzione in schiavitù e violenza sessuale pluriaggravata. A far scattare le indagini condotte dai carabineri del Comando della stazione locale è stato il sospetto sorto dopo aver visto circolare un veicolo in condizioni fatiscenti con a bordo l’uomo e suo figlio.

I carabinieri hanno ritenuto opportuno svolgere degli approfondimenti, data anche la reticenza dell’indagato a fornire il suo indirizzo di residenza. E da qui la scoperta dell’intera vicenda: da circa dieci anni la donna, ex badante della moglie deceduta del malvivente, ha vissuto segregata prima in alcuni appartamenti, poi nella baracca, costretta in schiavitù e subendo diverse e crudeli violenze sessuali, dalle quali sono nati i due bambini.
Addirittura non gli era stato permesso di lavarsi per una anno interno. Inaudite le lesioni, gravi, subite dalla giovane, anche alle parti intime e perfino durante la gravidanza; alcune delle ferite sarebbero state saturate dallo stesso uomo utilizzando una lenza da pesca.

Alla vittima, poi, non era consentito avere relazioni sociali o ricevere cure mediche, soprattutto durante le gravidanze.

Veniva immobilizzata e legata al letto dove subiva per ore le violenze alla presenza dei due bimbi che, spesso, venivano anche minacciati per farli partecipare agli atti. Il 52enne è stato intanto rinchiuso nella casa circondariale di Catanzaro mentre la donna e i due bambini sono stati immediatamente trasferiti in una località protetta.

Rosita Mercatante