Collisione sottomarino-mercantile Golfo Squillace: ipotesi anti-terrorismo

Collisione sottomarino-mercantile Golfo Squillace: ipotesi anti-terrorismo
maggio 11 17:07 2017

Il mezzo della Marina Militare impegnato in missioni segrete

Il comunicato è scarno ma riporta i dati indispensabili. Al largo del Golfo di Squillace, in un punto dello Jonio non troppo distante da Soverato e Catanzaro Lido, nella notte uno dei sommergibili della Marina Militare italiana, lo Scirè, “durante la navigazione verso un addestramento militare”, ha urtato un mercantile.

La nota assicura che tra l’equipaggio, (“27 persone, altamente specializzate ed esperte” www.marina.difesa.it ) non vi sono stati feriti e che la nave mercantile ha ripreso subito dopo regolarmente la propria navigazione.

Sono in corso gli accertamenti di rito.

La nostra redazione ha appurato che la Guardia costiera di Soverato e quella di Catanzaro Lido non sono state interpellate. Neppure quella di Crotone, la più importante ed attiva nelle ore notturne dice di saperne nulla.

La prima ipotesi 

Due allora le ipotesi: che in realtà di sia trattato di una piccolissima collisione o che sia stato reso noto un aspetto minimale del sinistro nautico che ha coinvolto il sottomarino di stanza nella base di Taranto (nella foto) 

Nel primo caso è legittimo chiedersi come sia possibile che un sommergibile dotato di strumentazioni sofisticate e all’avanguardia    (“La sua notevole silenziosità, le spiccate doti di occultamento e la capacità di operare in collaborazione al Gruppo Operativo Incursori nell’ambito di operazioni speciali lo rendono una piattaforma particolarmente idonea alla raccolta di dati intelligence e di sorveglianza delle aree d’interesse, integrandosi in modo efficace nei dispositivi di difesa nazionali, multinazionali e NATO”.  da www.marina.difesa.it) possa collidere con un mercantile, sia pure in ore notturne.

La seconda ipotesi 

Nella seconda congettura  invece le peculiarità dello Scirè inducono ad ipotizzare eventuale altro scenario.

Secondo quanto scrive Francesco Grignetti su www.lastampa.it del 16 maggio 2016 ” Nascosti sotto il pelo dell’acqua, invisibili e in continuo movimento, da oltre un anno quattro sommergibili della Marina militare italiana svolgono davanti alle coste libiche un compito di importanza strategica: controllano le comunicazioni che si scambiano – tra di loro e via etere – singoli o gruppi terroristi o potenzialmente eversivi. Potendo così seguire mosse, spostamenti e piani.

E’ un’operazione coperta dal più stretto riserbo, i cui dettagli non possono essere rivelati anche quando consente di acquisire informazioni di grande utilità per la sicurezza nazionale. I sommergibili sono parte integrante della missione Mare Sicuro, affidata dal governo alla Marina, che da tredici mesi vede 900 marinai pattugliare il Mediterraneo centrale, al largo delle coste del Nord Africa e in particolare della Libia….Il ministero guidato da Roberta Pinotti non ha parlato invece di quanto i sommergibili – si sono alternati lo «Scirè» e il «Salvatore Todaro» – siano stati preziosi per monitorare le comunicazioni del nemico.

Poco nota, e addirittura coperta da segreto militare quanto ai dettagli, è la capacità dei nostri sommergibili nelle funzioni “ESM”, l’acronimo dell’Alleanza atlantica per «Electronic Support Measures» ovvero misure di sostegno elettronico. Le “ESM” includono capacità di intercettare, localizzare, registrare e analizzare fonti. Si tratta della frontiera più avanzata dell’impiego dei sommergibili: non più la guerra dei siluri, come avveniva nel secondo conflitto mondiale, ma la guerra elettronica.  

Da escludere, evidentemente, ogni attività del sommergibile legata all’arrivo di immigrati che di notte solcano i mari alla ricerca di una approdo dove scafisti senza scrupoli conducono frotte di disperati in fuga dalla guerra.