Crisalide, DDA sventa piano di terrore con armi da guerra a Lamezia

maggio 23 08:28 2017

Nel mirino la cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri

NOMI E FOTO DEI 52 FERMATI 

Aggiornamento ore 14.00

AGGIORNAMENTO ORE 14.00 – Le cosche di Lamezia, o meglio la cosca dominante Cerra-Torcasio-Gualtieri, aveva già lanciato una nuova ondata di paura in città. I recenti incendi estorsivi – come quello al panificio di qualche settimana fa – erano solo l’inizio. Non solo. La terza generazione delle famiglie di ndrangheta della piana aveva intenzione di fare tanto sul serio al punto di dotarsi di un arsenale di armi da guerra con cui generare un clima di terrore. Ne fa fede il contenuto di una intercettazione ambientale in cui Antonio Miceli, il reggente della cosca, afferma di voler fare “…una Falcone-Borsellino a Lamezia”.

Non ci sono secondo gli inquirenti elementi per pensare ad un attentato a qualche magistrato, ma la filosofia criminale non può escludere alcun aspetto del disegno posto in atto dai malavitosi. L’operazione è stata portata a termine da decine di Carabinieri del Nucleo Investigativo di Catanzaro (capitano Fabio Vincelli) e dalla Compagnia di Lamezia Terme (capitano Pietro Tribuzio),  coordinati dal comando Provinciale di Catanzaro (colonnello Marco Pecci).

“Ora che la cosca è completamente azzerata – dicono gli inquirenti – la gente di Lamezia non ha alcun alibi: per sradicare lo spauracchio delle estorsioni e quindi indebolire inesorabilmente il mercato degli stupefacenti occorre che tutti collaborino con i Carabinieri, la Polizia e le istituzioni. Perchè – afferma Gratteri – abbiamo dimostrato di meritare la fiducia”.

Le interviste a Nicola Gratteri , procuratore DDA Catanzaro; Giovanni Bombardieri, procuratore aggiunto e Vincenzo Paticchio, comandante Legione Carabinieri Calabria.

23 Maggio 2017 – ore 8.28

PRIMO LANCIO  ORE 8.28 Operazione Crisalide. I Carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione all’alba a 52 decreti di fermo emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 52 affiliati alla cosca  ‘ndranghetista “Cerra – Torcasio – Gualtieri” attiva nella piana di Lamezia, ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso, traffico illecito di sostanze stupefacenti, possesso illegale di armi ed esplosivi, estorsione, danneggiamento aggravato, rapina.

La misura, che trae origine da un’indagine del Nucleo Investigativo di Catanzaro e della Compagnia di Lamezia Terme, ha permesso di documentare l’operatività della cosca dedita ad un controllo asfissiante del territorio mediante attività estorsive e danneggiamenti ai danni di imprenditori e commercianti ed allo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’attività investigativa ha altresì consentito di recuperare e sequestrare ingenti quantitativi di armi e droga nonché di individuare ed arrestare gli autori di numerosi danneggiamenti effettuati per volontà dei capi cosca.