Operazione Jonny, smantellata la cosca Arena ed il suo presidio catanzarese

maggio 15 07:19 2017

Le parole del procuratore Gratteri e del questore Di Ruocco

Catanzaro. 15 Maggio 2017, ore 17,00
Con una lunga e difficile attività investigativa interforze la DDA di Catanzaro ha portato a termine 68 fermi e sequestrato beni per milioni di euro. L’operazione Jonny ha scoperchiato gli ottimi affari della famiglia Arena di Isola Capo Rizzuto nella gestione dei Centri d’accoglienza, locali e nazionali. In combutta con il presidente della Misericordia  Leonardo Sacco  e del parroco di Isola don Edoardo Scordìo gli uomini della cosca avrebbero distratto 30 dei circa cento stanziati dello stato per l’emergenza migranti.

L’operazione Jonny, che potrebbe preludere ad altri rami d’inchiesta,  si riferisce ad innumerevoli capi di imputazione, racchiusi in circa 100 pagine.

Ma nella difficile indagine portata a termine da una task force composta da Guardia di Finanza, Carabinieri e  Polizia coordinati dai procuratori Gratteri e Luberto e dai sostituti Capomolla e Guarascio, emergono diversi e paralleli canali investigativi che dalla provincia di Crotone sconfinano  molto spesso in provincia di Catanzaro, dove la cosca ha radicato negli anni presidi prima di manovalanza e poi di vera e propria rappresentanza diretta.

E così prende forma una fitta attività di estorsioni e di intimidazioni che gli Arena esercitavano nel Catanzarese attraverso i referenti Costantino Lionetti e Luigi Miniaci, i quali affidavano la fase operativa a Santino Mirarchi, arrestato nel 2016 ed oggi collaboratore di giustizia.

Foto

Le foto di alcuni arrestati:


I nomi dei catanzaresi arrestati:

Salvatore Danieli, detto Turi, 33 anni, Catanzaro

Domenico Falcone, detto “Mimmo” , 44 anni, Catanzaro

Antonio Giglio, 40 anni, Catanzaro

Francesco Gualtieri, 37 anni, Catanzaro

Leye Kane, detto “Marco”, 36 anni, residente a Catanzaro

Costantino Lionetti, 44 anni, residente a Catanzaro

Luigi Miniaci, 42 anni, Catanzaro

Santo Mirarchi, 33 anni, Catanzaro

Salvatore De Furla, 43 anni, Catanzaro

Salvatore Abbruzzo, alias “Tubetto”, 40 anni, Catanzaro

Luciano Babbino, 38 anni, Catanzaro

Giuseppe Cosco, 37 anni, Catanzaro

Catanzaro, 15 Maggio 2017, ore 07,19
E’ scattata nella notte una maxi operazione anti‘ndrangheta, coordinata dalla DDA di Catanzaro ed eseguita da Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza ai danni della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto.

Il bilancio dell’ operazione denominata ‘Jonny’ riporta al momento di 68 arresti  e diversi milioni di beni sequestrati. Impegnati circa 500 agenti.

Numerosissimi i capi d’imputazione, alcune delle quali riferite anche al controllo dei traffici migratori sulle coste joniche.

Nel corso delle inda­gini è emerso che la cosca ARENA, da dec­enni al centro delle vicende criminali nel crotonese, aveva imposto la propria assillante presenza anche sull’area ionica della provincia di Catanzaro ove, dire­ttamente attraverso i propri affiliati, a mezzo di propri fi­duciari nominati res­ponsabili della cond­uzione delle attività delittuose o attra­verso la messa “sotto tutela” di cosche alleate, aveva monop­olizzato il business delle estorsioni ai danni di esercizi commerciali ed impre­se anche impegnate nella realizzazione di opere pubbliche.

Tra il 2015 ed il 2016 infatti, in partic­olare a Catanzaro, una cellula della cos­ca, dipendente dalla cosca madre di Isola Capo Rizzuto ma ra­dicata nel capoluogo, aveva perpetrato una serie impressiona­nte di danneggiamenti a fini estorsivi per fissare con decis­ione la propria infl­uenza sull’area ment­re cosche satelliti della famiglia ARENA avevano fatto altre­ttanto nell’area, di rilevante interesse imprenditoriale e turistico, immediatam­ente a sud di Catanz­aro ricadente nei co­muni di Borgia e Val­lefiorita.

Alle ore 11. presso la Procura, conferenza stampa dei procuratori Gratteri e Luberto con i dettagli.

Una Misericordia poco misericordiosa

Le indagini hanno evidenziato l’infiltrazione della cosca Arena nel tessuto economico crotonese e, in particolare, il controllo mafioso, da più di un decennio, di tutte le attività imprenditoriali connesse al funzionamento dei servizi di accoglienza del C.A.R.A. “SANT’ANNA” di Isola Capo Rizzuto.

La cosca, per il tramite di SACCO Leonardo – Governatore della “Fraternita di Misericordia” – si è aggiudicata gli appalti indetti dalla Prefettura di Crotone per le forniture dei servizi di ristorazione presso il centro di accoglienza di Isola di Capo Rizzuto e di Lampedusa, affidati a favore di imprese appositamente costituite dagli ARENA e da altre famiglie di ‘ndrangheta per spartirsi i fondi destinati all’accoglienza dei migranti.