Operazione Spartaco: indagato per estorsione il presidente di Confagricoltura Statti

Operazione Spartaco: indagato per estorsione il presidente di Confagricoltura Statti
giugno 03 11:16 2017

Intimidazione ai lavoratori e buste paga ridotte di un terzo

Il gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme ha eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare interdittiva e reale, emessa dal g.i.p. del tribunale lametino, su richiesta di questa procura della repubblica, nei confronti di un noto imprenditore agricolo della città della piana, per il reato di estorsione continuata in danno di 23 propri dipendenti.

Si tratta di alberto Statti, noto imprenditore del settore vinicolo ed oleario, presidente di Confagricoltura Calabria, interdetto dall’esercizio di impresa, con l’accusa di estorsione, a cui le Fiamme Gialle hanno sequestrato beni per circa 290 mila euro.

L’operazione, denominata “Spartaco”, si inserisce in un più vasto dispositivo delle “fiamme gialle”, attuato sotto il coordinamento di questa procura della repubblica, mirato a reprimere ogni forma di sfruttamento dei lavoratori che inquina il mercato del lavoro e danneggia notevolmente gli imprenditori ed i contribuenti onesti.

L’odierna attività è scaturita da mirati controlli effettuati negli scorsi mesi dai finanzieri in diverse località delle campagne lametine, attraverso il monitoraggio di automezzi, sopralluoghi, appostamenti, pedinamenti e riscontri cinefotografici, effettuata anche col supporto dei mezzi aerei del corpo.

Sin dalle prime indagini i finanzieri, acquisendo una serie di elementi indiziari circa l’illecito sistema retributivo adottato dall’imprenditore oggi indagato, informavano questo ufficio, che delegava alle stesse “fiamme gialle” l’esecuzione di specifiche attività investigative.

Le motivazioni delle accuse

Le indagini permesso di fare luce su un più vasto fenomeno di sfruttamento illecito dei dipendenti, sfociante in vere e proprie estorsioni, attuato nel corso degli anni in maniera sistematica, dalla persona oggi destinataria della misura interdittiva e del sequestro di beni.

In particolare, i finanzieri hanno scoperto, fra l’altro, che da anni l’imprenditore costringeva sistematicamente i propri dipendenti ad accettare retribuzioni minori (ridotte di circa un terzo) di quelle formalmente risultanti in busta paga oppure non corrispondenti a quelle previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro ed a rinunciare, di fatto, alle somme di t.f.r. previste, con la minaccia dell’immediato licenziamento o, prima dell’instaurazione del rapporto lavorativo, con l’esplicito rigetto della richiesta di assunzione avanzata da coloro che aspiravano all’impiego secondo le regole.

Le indagini, nonostante la ritrosia di quasi tutte le vittime nel riferire le reali condizioni lavorative per il timore di essere subito licenziate, consentivano comunque di verificare la reale estensione del fenomeno illecito, risultato tale da rappresentare una sostanziale fonte di arricchimento per l’imprenditore stesso, quantificato in circa 290 mila euro. Per tale motivo, le somme quantificate quale illecito profitto derivante dall’attività estorsiva, circa 290.000,00 euro, sono state oggetto di sequestro preventivo disposto dalla magistratura ed immediatamente eseguito dai militari del gruppo della guardia di finanza di lamezia terme.

Statti ha annunciato di essersi autosospeso dalla carica di presidente regionale di Confagricoltura Calabria. “Certo di chiarire la mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati, esprimo piena fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura e confido in una celere definizione”.