Parente replica a Ciconte: “Io in nessuna cordata. E leggetevi le carte giudiziarie”

Parente replica a Ciconte: “Io in nessuna cordata. E leggetevi le carte giudiziarie”
giugno 16 19:41 2017

La replica di Claudio Parente

Prende quota la bagarre elettorale. Dopo la sortita di Ciconte ecco la replica, in prima persona, da parte di Claudio Parente, sostenitore di Abramo con Officine del Sud, ma in questo caso nella sua qualità di ex presidente dell’US Catanzaro. Numerosi ed interessanti i passaggi politici e calcistici.

La proponiamo per intero

“In merito a quanto pubblicato dalla coalizione (!?) di centro sinistra, riferito alla mia persona, colpevole, insieme al Sindaco Abramo di “sistematica strumentalizzazione sulle sorti del Catanzaro calcio … motivato solo ed esclusivamente da personali e di parte interesse elettorali…”, voglio solo ricordare, ai signori della stessa coalizione – tra cui ci sono tanti che, in passato, mi supplicavano di intervenire per salvare il calcio a Catanzaro – che la mia “sistematica strumentalizzazione” è iniziata nel 2001 e nel 2002 dove, senza la mia ricapitalizzazione del 46% del capitale sociale, la squadra non si sarebbe mai iscritta ad alcun campionato; è, poi, proseguita nel febbraio 2003, quando rilevai  la società con i libri già in Tribunale, avendo un fardello di 9,5 milioni di Euro di debiti ereditati, sin dall’anno calcistico 1988/89.

Il ruolo passivo del centrosinistra

Purtroppo, per me e i miei soci, nonché per la maggior parte della tifoseria del Catanzaro (visto cosa è stato prodotto sportivamente negli ultimi 11 anni), il 12 gennaio 2006 fui costretto a lasciare, perché colpito da uno “tsunami” societario, che non potevo combattere con le stesse armi dei miei “nemici”, ma solo con le denunce fatte in ogni sede in modo puntuale. Così, come la mancata iscrizione del luglio 2006, nonostante il disavanzo prodotto dal mercato di gennaio 2006, non può, certo, essere imputato a motivi finanziari, visto che il sottoscritto, con i propri soci, si  era reso disponibile a ricapitalizzare la società per oltre 3 milioni di euro (come fatto ogni anno ed attestato anche dal curatore fallimentare), per consegnarla al sindaco (di centro sinistra), se solo la Regione (di centro sinistra) avesse anticipato parte degli ingenti crediti, vantati dalle proprie imprese.

Nonostante le plateali assicurazioni, date dai politici dell’epoca ai tifosi, per ottenere le spettanze promesse, dovemmo ricorrere al Commissario ad acta prefettizio, che emanò il decreto solo nell’agosto del 2006 (con i termini di iscrizione già scaduti). Ritornando, per un attimo, alla coalizione di centro sinistra, probabilmente, tra gli stessi c’è anche quell’imprenditore che preferiva, pur di non mettere un solo euro,  che l’U.S. Catanzaro ripartisse dalla serie C2 senza debiti, invece di adoperarsi per mantenere la squadra in serie C1.

Invece altri imprenditori spronavano il Presidente della regione dell’epoca, a liquidare quanto  dovuto alle aziende di chi scrive. Per il resto, non posso far nulla se, quando il calcio a Catanzaro è in difficoltà, in tantissimi (tifosi, professionisti, gente comune ed amministratori) si rivolgono al sottoscritto.
Ad esempio, ciò successe nel marzo 2010, con la società in grossa difficoltà, mentre la squadra lottava per vincere il campionato di serie C2. In tale occasione, vennero a trovarmi il Presidente della provincia ed i capi più rappresentativi dei tifosi e degli Ultras per cercare di trovare qualche soluzione, impegnando diversi amici imprenditori. Successivamente, l’On.Traversa risolse il problema, individuando  la figura del Presidente Cosentino. Oggi si sta verificando la medesima ed identica situazione: centinaia di tifosi, anche da tutta Italia, mi pregano di fare qualcosa per quanto sta vivendo, oggi, l’attuale società.

Non farò parte di alcuna cordata

A tutti ho ribadito quello che ho messo per iscritto sul mio sito sin dal 2010: non farò parte di alcuna cordata, impegnata a rilevare la società, così come ho detto – e scritto – che ritornerò a fare calcio, solo con l’U.S. Catanzaro, quando saranno chiuse tutte le procedure concorsuali e giudiziarie. A tal proposito, approfittando dell’ “elegante” e “pacato” passaggio, inerente il processo che mi vede coinvolto, con tutti gli amministratori dell’epoca, voglio tranquillizzare la Coalizione di Centro Sinistra, e chi la presiede ( si presume il Candidato a Sindaco Ciconte).

Trattasi di imputazioni, già definite con pronunce del Tribunale Civile (lavori allo stadio, operazioni di bilancio), del Tribunale del Riesame e della Cassazione (natura della Lega, pubblica o privata). Purtroppo, il cambio di tre collegi giudicanti e le reiterate assenze dalle udienze, del principale teste dell’accusa, stanno trascinando, alla lunga, un processo, oggi condotto in modo più celere,  grazie alla nuova composizione dell’Organo Collegiale. Tale processo mi vede assolutamente sereno, e tengo a precisare che per la pendenza dello stesso, ho rinunciato a rivestire ruoli assessorili e candidature in posizioni utili in parlamento. E’ innegabile come ognuno abbia un suo stile; così  come capisco la disperazione della Coalizione di Centro Sinistra – che invece di indignarsi,  per il fatto di avere tra le proprie fila oltre il 10% di coloro di persone  che hanno “letteralmente” tradito il proprio Sindaco – preferisce  scrivere  cose senza senso, come quelle di “dedicarsi con serietà e dedizione”.

Con Gratteri sarebbe stata altra storia

Nel calcio, così come nella politica, ci vogliono i fatti concreti e non facili slogan. Ai tifosi posso solo dire quello che ho già scritto alcuni anni fa’: se durante il mandato,  in cui sono stato Presidente, vi fosse stato il Procuratore Gratteri, il Catanzaro avrebbe ripetuto le esperienze di Spal, Benevento, Frosinone, etc. .

Così come se nel 2006, ci fosse stato Sindaco Abramo, l’U.S. Catanzaro sarebbe stata iscritta nel campionato di Serie C1.  A questo punto, non ho altro da aggiungere ed approfittando anche io di un facile slogan, “Chi vuole capire, capisca”.