Ucciso dalle cosche per l’attività da ex carabiniere

giugno 23 12:56 2016

Caso Ventura: a vent’anni di distanza la Polizia di Stato ha individuato il mandante 

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A vent’anni di distanza la Squadra Mobile di Catanzaro ed il commissariato di Lamezia Terme hanno  fatto piena luce sulla morte del fotografo Gennaro Ventura, scomparso all’età di 28 anni, i cui resti vennero ritrovati casualmente nel 2008.

A deciderne le sorti furono le cosche federate della malavita lametina, in particolare Domenico Cannizzaro, 50 anni, cui presso il carcere udinese di Tolmezzo dove si trova recluso per altri reati, personale di polizia   ha notificato un’ordinanza di custodia in carcere in quanto responsabile di omicidio aggravato

Ad eseguire materialmente la sentenza di morte Gennaro Pulice, ora collaboratore di giustizia, che lo attirò in una trappola esplodendogli contro diversi colpi di pista. Il corpo del giovane fu occultato in una vasca sotterranea in un casolare di località Carrà Cosentino, dove fu ritrovato 12 anni dopo assieme agli oggetti più personali.

Preciso e terribile il movente dell’efferato delitto: all’epoca in cui era stato carabiniere presso la stazione di Tivoli, Ventura concorse all’identificazione di due soggetti, uno dei quali imparentato con i Cannizzaro,  che avevano rapinato un consulente tecnico di un notevole quantitativo di stupefacente.

Il perfetto adempimento del mandato che la divisa gli imponeva;  Uno sgarro, invece, che secondo la perversa logica mafiosa, gli costò la vita.