Morte sui binari di Soverato, Polfer smentisce ipotesi selfie. La verità nel cellulare

marzo 09 09:56 2017

Sul tratto Montauro-Soverato

Aggiornamento 9 marzo 2017 ore 15.00

Dopo gli interrogatori ufficiali ai macchinisti del treno la tesi del selfie-estremo nel pomeriggio ha cominciato a vacillare. Secondo quanto riferito da un funzionario della PolFer i conducenti del treno avrebbero visto i ragazzi in fila indiana correre lungo le pareti del ponte di ferro che consente alla ferrovia di varcare il fiume Beltrame.

Una tesi sostenuta anche dal legale di uno dei tredicenni rimasti illesi nella tragedia di mercoledì. Amici e parenti di Leandro si sono intanto stretti al dolore dei genitori (nella foto la madre del quattordicenne in una intervista televisiva).

La verità comunque è contenuta nei cellulari sequestrati alla vittima ed ai suoi due amici. Selfie estremo o ragazzata la vita di un ragazzino si è spenta in modo assurdo in un freddo pomeriggio di marzo.


Aggiornamento 09 Marzo 2017 ore 9,43

Morire a 14 anni per un selfie. Manca l’ufficialità, quella che verosimilmente altri due ragazzini come lui avranno nel frattempo consegnato agli inquirenti come testimoni e protagonisti di un’assurda gara di coraggio e imprudenza, farsi una foto davanti ad un treno che arriva alle proprie spalle

Ha perso la vita così Leandro Celia, quattordicenne di Petrizzi, piccolo antico borgo a due passi dal luogo dell’incidente.

Erano circa le 17.30 quando il treno 567 Taranto-Reggio Calabria, in transito tra le stazioni di Montauro e Soverato, passa sul pontino di ferro che attraversa l’Ancinale, fiume che ricorda tristemente un’altra tragedia, quella del camping Le Giare.

La mortale sfida

Tre ragazzini scelgono quel posto per sfidare se stessi, senza forse aver mai realmente percepito il pericolo di una realtà che è ben diversa da quella virtuale. Fanno la gara di autoscatti col cellulare, una moda importata da altri paesi, il daredevil selfie, la foto temeraria con un pericolo incombente.

Lui,  Leandro, temerario fino all’incoscienza, aspetta troppo. Il vagone è piccolo ma lì’impatto è letale per un corpo ancora esile che  ha sfidato il destino per gioco ma ha perso per sempre.  Ora lo piange la famiglia, lo piangono gli amici.  Sperando che la sua fine sia di monito a tanti altri che ogni giorno si cimentano in queste stupide gare in cerca di un momento di gloria.

I due coetanei, entrambi di Soverato, studenti  come lui della media Ugo Foscolo, dopo la tragedia sono scappati sotto shock mentre vigili del fuoco, polizia e carabinieri rastrellavano nel buio i terrapieni temendo un bilancio più devastante. Per fortuna sono stati rintracciati sani e salvi.  Ma la disgrazia che hanno visto, e condiviso proprio come si fa con i selfie la porteranno dentro, per sempre.

Tragedia a Soverato

La prima notizia 8 marzo 2017 ore 19.56

Incidente  sulla linea ferroviaria Jonica  tra Soverato e Montepaone Lido.

Questo pomeriggio intorno le ore 17,30 il treno 567 Taranto-Reggio Calabria  ha  investito alcune persone che in quel  momento si trovavano sul sovrappasso (vedi foto) che scavalca il fiume Ancinale, in territorio di Soverato, tra le stazioni di Montauro e Soverato.

Una persona è morta sul colpo. I macchinisti hanno riferito di aver intravisto altre due sagome di cui però non si trova traccia.  Sul posto Polizia, Vigili del Fuoco e dei Carabinieri di Soverato.

Ad un primo esame visivo la vittima sembra molto giovane e di carnagione chiara.
Solo dopo l’arrivo della Scientifica e del Medico Legale sono iniziate le opere di rimozione del cadavere, rese possibili dalla torretta luminosa montata dai vigili del fuoco. Anche il treno ha potuto riprendere la sua corsa verso la città dello stretto, accumulando un sostanziale ritardo come le altre corse in programma sul binario unico del versante jonico.