Al San Giovanni irrompe il Festival Street Art di ALTrove

Al San Giovanni irrompe il Festival Street Art di ALTrove
giugno 10 12:22 2016

Un chiostro popolato e vociante. L’atmosfera è quella della socializzazione e del confronto tra giovani e meno giovani. Tra esperti d’arte e persone comuni. Ci sono gli ammiratori di quei tenaci ragazzi che hanno condotto un’impresa quasi impossibile ottenendo risultati inaspettati. Ci sono coloro che credono nel cambiamento, e quelli che vogliono vivere la città e i suoi luoghi storici. È questo il pubblico che ha preso parte all’avvio della terza edizione del Festival Street Art targato ALTrove all’interno del Complesso Monumentale del San Giovanni. Ad ospitare la mostra collettiva sono le sale interne che come di consueto ben assolvono la funzione espositiva. Il chiostro invece è stata destinato ad accogliere la vivacità di una serie di eventi previsti dal ricco cartellone (che si chiuderà il 18 giugno) spaziando tra workshop formativi su temi come le arti visive o la serigrafia, i talk tra cui quello sull’arte urbana nel Meridione con l’artista di calibro internazionale Simone Pallotta, e i concerti serali. Per l’occasione la corte centrale dell’imponente struttura è stata reinterpretata da Orizzontale, collettivo di architetti con base a Roma e dal video maker Ehab Halabi Abo Kher. Catanzaro vive dunque un’intensa settimana per il terzo anno consecutivo facendosi trainare dall’idea di due giovani catanzaresi, Eddie Suraci e Vincenzo Costantino. Loro sono gli artefici della piccola rivoluzione che sfruttando lo strumento dell’arte muraria ha avviato un importante processo di rigenerazione del capoluogo di regione. Cambiare il volto della città percorrendo la strada della rieducazione alla bellezza nei contesti urbani assediati dal degrado sociale ed estetico, che non costituisce una minaccia solo per la periferia ma anche per le zone nevralgiche della città. È lì che si svolgono le attività che stabiliscono la qualità della vita dei cittadini. Per le menti di ALTRove intervenire sul paesaggio con opere che inevitabilmente richiamano lo sguardo di chi frequenta quei posti è la strategia per ottenere la loro attenzione, per stimolare il senso critico e l’attivismo. Dieci muralisti di diversa provenienza – 2501, Alberonero, Alexey Luka, Aris, CT, Ekta, Gue, Nelio, Domenico Romeo, Thtf – che sono stati chiamati a decorare superfici, architetture e a intervenire anche sul paesaggio naturale per creare un nuovo patrimonio di opere contemporanee teso a migliorare la vita dei cittadini.

Rosita Mercatante