Le Hitstory di Gianna Nannini sul palco di Soverato

agosto 22 10:36 2016

Doppia serata ‘Senese’ alla Summer Arena con le canzoni della rocker toscana

Travolgente come pochi, è stato impossibile rimanere seduti, domenica sera, di fronte al rock di Gianna Nannini. Alla cantante senese è bastato solo qualche cenno rivolto al pubblico che ha affollato la Summer Arena di Soverato, perché tutti accogliessero il suo invito e si fiondassero sotto il palco, con il servizio di sicurezza costretto ad assecondare il volere dell’artista. Fa parte dello show targato Nannini, e il coinvolgimento del pubblico è sempre totale: nelle circa due ore di concerto, Gianna è stata chiamata a gran voce, invocata, seguita nei brani e applaudita come raramente accade negli spettacoli dal vivo. In scaletta da perfetta “hitstory”, la rocker ha selezionato alcuni tra i brani più noti del suo repertorio, da “America” con cui ha aperto l’esibizione a “Possiamo sempre”, “Profumo”, “Ragazzo dell’Europa”, “Hey bionda”, “Fotoromanza”, “I maschi” per citarne qualcuno, e poi ancora “Amandoti”, “Io”, “Bello e impossibile”, “Sei nell’anima”, “Meravigliosa creatura”. Non è mancata qualche cover come “Ciao amore ciao”, “Dio è morto” e “L’immensità”, ma a Soverato c’è stato qualcosa in più: sul palco insieme ai suoi – Davide Tagliapietra e Thomas Festa alle chitarre, Moritz Müller alla batteria, Daniel Weber al basso, Will Medini alla tastiera, le coriste Isabella Casucci e Anna Camporeale e il prestigioso sestetto d’archi Red Rock Strings con Lorenzo Borneo, Roberta Malavolti, Liuba Moraru, Chiara Santarelli al violino, Linda Rusca alla viola e Davide Pilastro al violoncello -, Gianna Nannini ha voluto il calabrese Francesco Loccisano e la sua chitarra battente. «Ho realizzato finalmente il mio sogno – ha detto la cantante -, portare la chitarra battente nel rock. E sappiate che non è finita qui». Loccisano è intervenuto in più occasioni nel corso del concerto, amalgamandosi perfettamente con le sonorità sul palco, lanciando Nannini & Co. in balletti sfrenati simil-tarantelle: «Bisogna dirlo agli americani, la chitarra è stata inventata in Calabria c…!» ha affermato la toscana, rincarando poi la dose: «Una terra così bella non bisogna lasciarsela fottere, capito?».

Perfetta conclusione, quindi, è stata la modifica finale alla canzone “Un’estate italiana”, che nella versione soveratese della Nannini – alla quale prima del concerto è stato consegnato il Pitagora d’argento del maestro orafo Michele Affidato – è diventata «un’estate in Calabria».

 

Soddisfazione è stata espressa per la serata, ma anche per l’intera operazione Summer Arena da Maurizio Senese della Esse Emme Musica, che gestisce e organizza il tutto, e dal sindaco di Soverato Ernesto Alecci, chiamati sul palco prima del concerto dalla presentatrice Rossella Galati: al promoter l’Amministrazione comunale ha consegnato il simbolo della Città, l’ippocampo, in segno di riconoscenza per il coraggio e la professionalità profusi a Soverato.