Catanzaro, il ‘Giardino degli Intoccabili’ di Franco Arabia

Catanzaro, il ‘Giardino degli Intoccabili’ di Franco Arabia
marzo 16 16:11 2016

È la citta della netta separazione tra classi di appartenenza che opprimeva gli animi e lacerava i rapporti. È la citta in cui nessuno avrebbe espresso alcuna protesta per quelle divisioni, perché tali comportamenti rinsaldavano la cultura conservatrice della società. È anche la città in cui i poveri non avevano mai avuto un ruolo nelle scelte cittadine e dove le prime pesanti ingiustizie per essere uno “squattrinato” si subivano già tra i banchi di scuola. E’ questa la Catanzaro descritta da Franco Arabia nelle pagine del libro “Il Giardino degli Intoccabili” (Lombardi Editori) presentato in anteprima in un duplice appuntamento culturale promosso dall’assessorato comunale alla Pubblica Istruzione : uno rivolto agli istituti scolastici cittadini e uno all’intera comunità accolta all’interno dell’archivio storico del Complesso Monumentale San Giovanni. Pagine intense dettate dai ricordi che l’autore ha delle esperienze giovanili vissute sui Tre Colli, dove è nato e ha vissuto fino all’età di vent’anni. Nel romanzo (se questo può essere – con qualche forzatura –  il genere più adatto con cui etichettare l’opera letteraria in cui al racconto si alternano passi a sfondo storico, dettagliate descrizioni dei luoghi, ma anche riflessioni filosofiche ) Arabia analizza aspetti psicologici e antropologici della Catanzaro degli anni Cinquanta, ponendosi in una posizione nettamente  critica. Il suo intento non è quello di dare un giudizio morale, ma di trascinare il lettore verso una conoscenza libera della storia. “Il Giardino degli Intoccabili” è il risultato della diretta osservazione dei fatti e dell’assaggio sulla propria pelle delle contraddizioni sociali di quei tempi di fronte alle quali non c’è mai stata rassegnazione. L’analisi socio-antropologica della città offre  al lettore innumerevoli spunti di riflessione sui processi che si sono sviluppati nel corso del tempo, come quello inerente al un sistema economico caratterizzato dall’autarchia che affonda le sue radici nella chiusura e nella rigidità della società catanzarese. (Ros. Mer.)