Malattie croniche, Defilippo rivendica ruolo diverso dei farmacisti

Malattie croniche, Defilippo rivendica ruolo diverso dei farmacisti
aprile 28 20:22 2017

Il presidente di Federfarma prende posizione

Qual’è il ruolo delle farmacie nel monitoraggio delle malattie croniche? Fondamentale, inutile girare intorno al problema. Invece il Servizio sanitario nazionale, alle prese con un grave problema di sostenibilità, finisce col complicare la funzione del farmacista e soprattutto la vita del paziente.  Sull’argomento interviene il dottor Vincenzo Defilippo, presidente di Federfarma Catanzaro e Calabria, con una serie di considerazioni che lasciano trapelare una decisa presa di posizione.

Le farmacie possono contribuire a rendere più efficace il percorso di cura dei pazienti, soprattutto quelli cronici – dice il professionista calabrese –  in sinergia con i medici di medicina generale. Possono così favorire il miglioramento della qualità della vita dei pazienti, producendo anche risparmi che potranno essere reinvestiti nel settore, per consentire l’erogazione dei medicinali innovativi, frutto della ricerca scientifica. Particolare rilievo assume in questo ambito il monitoraggio dei pazienti cronici, anche grazie all’utilizzo di strumenti informatici, per verificare l’andamento delle cure e tenere sotto controllo le patologie, a supporto dell’attività dei medici di medicina generale. Ciò permette di favorire il corretto utilizzo dei farmaci, ottenere migliori risultati terapeutici, evitare gli sprechi, ridurre i costi a carico dei cittadini e del sistema.”

Dove e come intervenire

Le prime patologie oggetto di intervento saranno quelle dell’apparato respiratorio (Asma e BPCO), nelle quali le percentuali di pazienti aderenti alle terapie sono particolarmente basse. In quest’area l’intervento di sensibilizzazione dei cittadini risulta cruciale. È evidente come la compliance, cioè il rispetto delle terapie prescritte dal medico, sia cruciale per garantire un’assistenza adeguata a questi pazienti così numerosi e, allo stesso tempo, per la sostenibilità del sistema, in quanto riduce il numero dei ricoveri ospedalieri, conseguenti a un uso non corretto dei medicinali.

Il farmacista – afferma il presidente dei Farmacisti catanzaresi –  può avere un ruolo significativo nell’ aumentare l’aderenza alle terapie, come dimostrano numerosi studi e sperimentazioni condotte a livello internazionale, negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Spagna. Ci sono però alcune criticità che ostacolano un pieno coinvolgimento della farmacia nell’ assistenza ai pazienti cronici.

L’ostacolo più grande – secondo Defilippo –  è costituito dal fatto che una serie di farmaci e presidi viene distribuita direttamente dalle ASL e non in farmacia. In questo modo il farmacista, come anche il medico di medicina generale, non viene messo in condizione di assistere al meglio i malati. Questi ultimi sono costretti a ritirare alcuni medicinali e dispositivi medici nel presidio pubblico e altri in farmacia. Ciò crea disagi ai malati, soprattutto se anziani, e non consente a medici e farmacisti di avere una visione a 360 gradi della situazione del paziente e dell’andamento della terapia.

È quindi fondamentale riportare in farmacia i medicinali che oggi sono distribuiti direttamente dalle ASL sulla base di motivazioni esclusivamente economiche e non sanitarie.

La domanda di salute di una popolazione che invecchia è sempre più complessa e articolata e, quindi, costosa. Le risorse invece sono limitate. Siamo, però, arrivati veramente al limite della sostenibilità: ulteriori tagli metterebbero a rischio l’erogazione del servizio farmaceutico.

I dati forniti dalle farmacie sono essenziali per ridurre gli sprechi

È venuto quindi il momento di cambiare rotta. Il sistema sanità ha bisogno di una revisione, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi, che sicuramente non riguardano il comparto farmaceutico, puntualmente monitorato grazie ai dati forniti dalle farmacie.

Inoltre, se si vuole realmente rilanciare la sanità italiana, anche come volano per la crescita, è necessario puntare sulla professionalità degli operatori. Il contributo professionale di medici e farmacisti è fondamentale per favorire un miglioramento del livello di assistenza e, parallelamente, una razionalizzazione dell’uso delle risorse.

Inoltre, è necessario – continua Defilippo – un più stretto raccordo tra medico specialista, medico di medicina generale e farmacia, alla quale dovrebbe essere affidata l’erogazione di tutti i medicinali che non richiedono particolari cautele in fase di somministrazione.

Le farmacie sono pronte a fare la propria parte per migliorare l’assistenza ai pazienti e agli anziani.  Si chiede però, alla Parte pubblica – conclude Defilippo – altrettanta disponibilità al dialogo e al confronto per individuare insieme le soluzioni normative ed economiche idonee a favorire il potenziamento del servizio farmaceutico e favorire la partecipazione attiva delle farmacie al processo di territorializzazione dell’assistenza, per portare la sanità più vicina ai cittadini, garantendo allo stesso tempo la sostenibilità del sistema”