S.Anna, rivoluzione nel monitoraggio cardiaco

S.Anna, rivoluzione nel monitoraggio cardiaco
novembre 05 09:50 2014

Sarà sempre più semplice per il medico diagnosticare e monitorare le patologie cardiache più pericolose e difficili da riconoscere, come la sincope e la fibrillazione atriale..Presto anche il vecchio Holter potrebbe andare in pensione: il nuovo monitor cardiaco impiantabile è più piccolo di una ministilo, la pila usata per il telecomando del televisore di casa, e non ha bisogno di cavi né di elettrodi. Eppure, è in grado di monitorare l’attività cardiaca per tre anni, ogni giorno, su tutto l’arco delle ventiquattro ore e inviare al medico i dati elettrocardiografici del paziente.

Stiamo parlando del “Reveal LINQ”, introdotto per la prima volta al S.Anna Hospital di Catanzaro dall’équipe di Tommaso Infusino, direttore dell’Unità Operativa di Elettrofisiologia. A riceverlo è stato un paziente in giovane età, con sospetto di Sindrome di Brugada, una malattia cardiaca ereditaria che predispone alle aritmie ventricolari maligne, spesso notturne, che necessitano di un controllo costante. Di fatto, si tratta di una vera e propria rivoluzione per diagnosticare correttamente l’aritmia e adottare la soluzione terapeutica più adatta, eppure la procedura è relativamente semplice: “Il dispositivo si inietta sottocute con una siringa speciale – spiega Infusino – in anestesia locale, attraverso un’incisione di pochi millimetri sul torace. Il sistema comprende anche il nuovo monitor esterno da posizionare presso l’abitazione del paziente. Il medico potrà leggere i dati trasmessi in qualunque momento sul sito internet dedicato, utilizzando computer, telefonino o tablet. La trasmissione avviene in automatico, e il dispositivo “avverte” in caso di particolari anomalie del ritmo cardiaco, ma resta la possibilità che il paziente, avvertendo sintomi sospetti, possa decidere di inviare degli imput autonomamente, così come avveniva con la precedente generazione di device. Ovviamente – puntualizza Infusino – Reveal LINQ non è in alcun modo un presidio di pronto soccorso, ma aumenta la sensibilità del sistema diagnostico e permette la pronta gestione della problematica che verrà poi valutata in ambulatorio o con un ricovero elettivo”.
Un utile strumento in più, dunque, per quei casi in cui l’iter diagnostico convenzionale sia risultato nella norma, ma continuano a persistere sintomi suggestivi di aritmia o svenimenti. “Il dispositivo – conclude Infusino – non solo aiuterà a confermare o escludere con precisione la diagnosi di aritmia cardiaca, ma sarà di grande aiuto nel valutare l’efficacia della strategia terapeutica adottata, sia essa di tipo farmacologico, sia di tipo interventistico con l’ablazione transcatetere, l’impianto di pacemaker o di defibrillatore”.