La Regione taglia, le comunità di recupero soffocano

marzo 17 19:53 2016

Nel corso del 2016 le comunità di recupero calabresi dovranno sfrattare 315 cittadini

 Assurde come solo le cose italiane sanno esserlo. Nel corso del 2016 le comunità di recupero calabresi dovranno sfrattare 315 cittadini che avrebbero invece bisogno dei loro servizi. Solite necessità di cassa, secondo la Regione Calabria che non ha ancora concesso alcun tavolo di trattativa al Crea, l’organismo che raggruppa 17 associazioni e cooperative di tutta le cinque province dove confluiscono – anche da fuori regione – soggetti con dipendenze patologiche, tossicodipendenza, ludopatie e quant’altro

Un risparmio illusorio oltreché inflitto al segmento più debole del sociale. Il taglio di risorse, com’è stato documentato, andrebbe infatti a produrre altre e maggiori spese, nella sanità in termini di ricoveri impropri e nei costi sociali degli inevitabili atti delinquenziali in cui le persone non più seguite andrebbero a ricadere. Un tossicodipendente in carcere costa ben 250 euro al giorno contro i 73,99 del giorno in comunità. I conti sono immediati: per lo stato il costo triplica immediatamente.
Nel corso della conferenza stampa indetta a Catanzaro il direttivo del Crea,il coordinamento regionale Enti ausiliari, ha denuncia la messa in discussione dell’assistenza solidale che cura e recupera le persone ad una vita normale, senza mai speculazioni su numeri e sentimenti come invece da tempo viene fatto nei loro confronti.