Esclusione Calabria da bando disabili, Daniele Rossi: “Incapaci”

Esclusione Calabria da bando disabili, Daniele Rossi: “Incapaci”
gennaio 22 15:48 2017

Nota di biasimo e di sconcerto per l’esclusione dal bando disabili

Il presidente dell’associazione #lacalabriacherema, Daniele Rossi, esprime sconcerto in merito all’esclusione della Calabria dal bando “Sperimentazione di vita indipendente e inclusione nella società delle persone con disabilità”.
Si tratta dell’ennesima opportunità persa nel sostegno a chi è in difficoltà”  dice  Daniele Rossi sui social network dove ha espresso la posizione sua personale e dell’associazione.

«Dopo i rilievi della Corte dei Conti in merito ai fondi per il diritto allo studio restituiti a Roma, ci troviamo davanti- sostiene l’imprenditore – ancora una volta ad un esempio di incapacità amministrativa, tanto da parte della Regione, quanto da parte dei Comuni che non sono stati in grado di redigere in autonomia dei progetti disabili in grado di passare il vaglio ministeriale.

Così non si va da nessuna parte – prosegue Rossi – la competenze e le capacità devono essere di casa nelle amministrazioni pubbliche, è necessario che i dipendenti comunali e regionali siano formati a dovere, l’Europa non ci aspetta, dobbiamo adeguarci in fretta.

Le colpe della politica, che si sono protratte per anni, ancora una volta, emergono in tutta la loro cruda violenza e si ripercuotono con forza sul nostro tessuto economico e sociale, si abbattono sulla vita quotidiana di ognuno di noi: è inaccettabile».

L’associazione #lacalabriacherema, in ogni caso, non intende rassegnarsi ad un altro fallimento e ribadisce la propria disponibilità e il proprio impegno in favore delle fasce più deboli della società come i disabili

AGGIORNAMENTO

Alla luce della replica dell’assessore Roccisano sul bando “Sperimentazione di vita indipendente e inclusione nella società delle persone con disabilità”, è opportuno in parte rettificare quanto inviato poco fa. “L’accesso ai finanziamenti per alcuni progetti calabresi – commenta il presidente dell’associazione – è certamente un piccolo sollievo ma è comunque necessario fare di più, molto di più, per evitare che casi come quello del disabile di Rovito non rimangano inascoltati e irrisolti”