Calabria Verde, una decina i siti archeologici da ripulire nel Catanzarese

Sono 52 i siti archeologici di maggiore pregio e valore sparsi in tutta la regione che nei prossimi giorni, dopo opportuna ricognizione, vedranno i tecnici e gli operai di Calabria Verde all’opera per ripulirli.

Il commissario dell’ente in house regionale Giuseppe Oliva ha infatti firmato il rinnovo della convenzione 2022 con il Ministero dei Beni Attività Culturali e Turismo. Nel dettaglio Calabria Verde fornirà la manodopera idraulico-forestale nei vari progetti esecutivi di riferimento, ripulendo i siti archeologici dalle erbacce, rendendoli fruibili nella massima sicurezza e preservandoli da eventuali rischi di incendio.

opo le attività comunque assicurate durante il biennio di restrizioni pandemiche, i mesi prossimi registreranno il ritorno alla piena capienza dei siti archeologici calabresi che dovranno presentarsi in perfetto stato agli occhi di turisti nazionali e stranieri, molti dei quali ancora neppure conoscono bellezza e valore dei reperti in questa regione. Si tratta di parchi, aree archeologiche e luoghi di cultura risalenti alla Magna Graecia che si trovano in tutte le cinque province calabresi, spesso a ridosso delle zone balneari e montane più affollate.

Si tratta, nel territorio di Catanzaro, di Scolacium a Roccelletta di Borgia, le Terme Romane ad Acconia di Curinga, parco ed Abbazia Terina a Lamezia Terme, Cassiodoro a Copanello di Stalettì, Area archeologica – chiesa bizantina e Castel S. Angelo di Tiriolo, Abbazia di Corazzo a Carlopoli e Grangia di Montauro. 

Le attività manutentive di Calabria Verde, oltreché per il decoro e la prevenzione incendi, sono essenziali anche per le campagne di scavo in quanto i reperti portati alla luce potrebbero subire danni a causa della vegetazione infestante

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