Speziali: “Caro Guerriero, con Donato ripassa la storia”

Riceviamo e pubblichiamo da Vincenzo Speziali

“La gente fa gaffe, sapendo di mentire, anzi attua ‘disinformatzia’ alla sovietica, poiché ha qualche docente -pratico della materia, in virtù della sua formazione da culturame che ne discende- e fa propaganda becera, persino condendo il tutto con atteggiamenti al limite dell’insolenza, piuttosto che dell’impudenza.
Ciascuno ha il suo stile: il mio è quello di un elegante signore, de presunto in capo ad altri, non mi soffermo!

Ovviamente, mi riferisco a Fabio Guerriero, il quale da a me del turista -dimostrando persino una forma di razzismo o almeno così lo interpreto, poiché siccome alle volte io sono a Beirut da mia moglie che è anche libanese oltre che italiana e i miei figli abitano lì, quindi vado a trovarli se loro non vengono qui da noi- dicevo il Guerriero, nell’esprimere un tentativo di delegittimazione (poveraccio è tanto preso a girovagare tra PD e dintorni) ma senza riuscirci, bensì ridicolizzandosi, ha mistificato fatti storici e delibere pubbliche.

Quando, al pari del suo ‘Vate’ -ovvero l’aspirante Sindaco Donato- dice che il frazionamento del territorio provinciale è una delle cause di impoverimento sia per il ruolo che per il sistema della Città, sostengono una cosa vera (in ossequio al calcolo delle probabilità, cioè che in mezzo a molte cose discutibili, dicono pure una condivisibile), però ha omesso il collega Guerriero, di dire che tutti gli atti di competenza della Regione, furono firmati dalla Giunta a cui capo vi era Rosario Olivo, il quale a sua volta risulta essere uno dei supporters di questa ‘spacciata’ (nel senso che la si smercia in tal maniera) alleanza civica, che però è un arcobalenesco schieramento.

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Olivo è stato Presidente della Regione dal 30 dicembre 1987, fino all’1 Febbraio 1992 (quindi sostenevo il vero pure per ciò che concernono gli aspetti della datazione storica), ragione per la quale il tentativo maldestro di Guerriero, circa la mia inesistente inesattezza -notoriamente, ribadisco di avere un cervello meglio di Google e poi dico sempre la verità!- fa si di lui un turista, ma della storia, ed anche della preparazione e della buonafede: fosse, quindi, lui a studiare, poiché il sottoscritto lo fa, credibilmente, notoriamente e proficuamente, da una vita!

La costituzione delle province di Vibo e Crotone (con decreto di feinizione da parte dell’esecutivo nazionale) è del 6 Marzo 1992, ragione per cui gli atti di competenza regionale (come il parere preventivo) sono tutti antecedenti e si rifanno fino alla fine del 1991, cioè alla Giunta Olivo.

Consiglierei a Fabio Guerriero dei corsi di ripetizione con il suo professore di riferimento, poiché sicuramente questi non farà il sindaco di Catanzaro (se per questo nemmeno di Shangai), quindi potrà continuare ad insegnare e a dare qualche lezione ad uopo.

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In più, mi preme aggiungere, in merito a quanto mi è stato fatto da alcuni controfiguri (neanche figuri!) del mio Partito, come tutto sia raccapricciante, oltre che immondo: mentre io giovedì 28 -ne ho le prove!- ero in un colloquio amicale con Salvini -con il quale ho notoriamente un ottimo rapporto personale- il De Poli -personaggio che giudico, politicamente, non in modo positivo, mentre per il resto che va dalla moralità ad altro, non è il sottoscritto ad avere competenze ed attendo, ove mai, eventuali risultanze- questo De Poli, dicevo, credo che abbia pensato bene di ‘bruciare’ i tempi, rilasciando un’affrettata dichiarazione (per me improvvida) a favore del solito Donato.

Questo poiché temeva che io potessi fare chissà cosa per indurre, qualcuno a ripensarci: De Poli, evidentemente, non considera che le visite ad amici -pure se di Partiti differenti- possono essere solo per un atto di sincera cortesia (qual’è stata la mia con Salvini, a cui ribadisco stima e affetto), però, potrebbe apparire chiaro come ognuno giudica le altrui persone, partendo da se stesso!

Che si sappia sin da ora -come Cesa sa- che io dopo le elezioni, tramite la Patriarchia Maronita, chiederò un incontro -che mi sarà accordato!- con il Patriarca di Venezia e con il Vescovo di Padova (diocesi suffraganea alla città lagunare e città di riferimento di codesto probabile ex futuro parlamentare, cioè De Poli, appunto), dove illustrerò, con testimonianze ed evidenze, quanto ho patito, per mantenere coerenza, identità e alto ancora.

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Troppo facile, sempre per De Poli, dirsi cristiano e avversare ignobilmente e falsamente il sottoscritto, che con purezza di cuore, generosità e disinteresse, ha presentato la lista completa (in presenza di testimoni come il sen. Gino Trematerra a cui rivolgo un ringraziamento di affetto e riconoscenza), per poi sentirsi dire da Cesa -obbligato dalla ‘combriccola’ (presuntamente?) politica del padovano senatore De Poli appunto- che si preferivano le fantasie ‘depistatorie’ (sempre politicamente parlando, poi fate voi se pensate ad altro) del Merante (i cui nominativi sono a tutt’oggi oggetto misterioso e non vi è traccia alcuna, coerentemente a ciò da me, sempre e veritieramente, sostenuto), oppure di quel baro di Cedolia.

Si badi che se quest’ultimo lo definisco baro, è in virtù delle prove già date agli organi di informazione, quindi pure alla vostra redazione.
Per tali motivi, io sono stato, continuo ad essere e sarò, non un democristiano, bensì la democristianita`, coerente, legalitaria, e morale, poiché è questa la nostra storia, anzi, aggiungo che non ne faccio parte, bensì sono essa!

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Mio nonno ha firmato l’Appello dei ‘Liberi e Forti’, il 18 Gennaio del 1918 a Palazzo S. Chiara con Sturzo (di cui era amico, poiché presentatogli dal Cardinal Tardini, ed in seguito già Segretario di Stato di Sua Santità Giovanni XXIII°), così come ha poi fondato assieme al futuro S. Paolo VI°, a De Gasperi, a Giulio Andreotti e a Giuseppe Spataro (nel salotto di questi), il 19 Marzo del 1943, la Democrazia Cristiana: per caso De Poli, Merante e Cedolia, hanno tali ascendenze? Ma mi facciano il piacere, questi girovaghi siglistici!

Con orgoglio voto e farò votare Talerico (delegato alla rappresentanza di una lista), anzi, aggiungo pure che porterò all’attenzione ufficiale dell’Internazionale Democristiana (la cui Presidenza, notoriamente, è nel mio stato di famiglia muliebre), l’antidemocrazia interna all’UDC e i ‘martiri’ che mi hanno inflitto ingiustamente -per motivi che so, ma dei quali ho prova- così in piena campagna elettorale si prenderanno ciò che meritano, magari il richiamo o altro ancora, in base allo statuto e all’opportunità.

Poi ricostruiremo, certamente un’aggregazione più grande e più credibile (come stiamo già facendo) e derubricheremo tra i trombati e i non rieletti, certi incredibili e inopportuni soggetti ed io riprenderò possesso di ‘casa mia’, la quale non lascio -a differenza di altri, per imporsi quali candidati, in campi di altri- e continuerò una missione di carità laica, quale, per l’appunto, deve essere la politica per ogni buon cristiano e per i democristiani, ancora di più.

Di conseguenza, in base a ciò finora illustrato, ribadisco l’impegno a favore di come la città debba rivivere, operando in modo che sia così e credo che Talerico abbia le carte in regola, oltre alla libera passione e la giusta visione.
Faremo di Catanzaro, la ‘Capitale della Calabria, nell’ottica lapiriana’, dando un contenuto concreto a queste accezioni.

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Donato, già Donato…cosa dovrei aggiungere? Lui si rifà a Berlinguer, mentre io a Moro. La differenza, a parte la straordinaria grandezza del mio Presidente che è ineguagliabile, sta nel fatto che Berlinguer, politicamente e storicamente, ha perso (infatti a sinistra ha vinto Craxi e non Fabio Guerriero), mente Moro ha trionfato e trionfa ancora, non solo in nome e per conto dei democristiani, bensì di tutte le persone libere e incondizionate.
E poi, parliamoci chiaro, noi siamo eleganti come gli chic d’annata, non fricchettoni medio-britannici con pantaloni di velluto anni ’60: ogni riferimento, è puramente casuale!

*commissario cittadino Udc dimissionario

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