Donato: “Patto tra Fiorita e Lega. Si dimetta Casalinuovo”

Il patto per Catanzaro? Donato: “E’ solo un accordo di potere tra Fiorita e la Lega”. Minoranza chiede dimissioni assessore Casalinuovo

Conferenza stampa dell’ex candidato sindaco Donato insieme ai colleghi Parisi e Veraldi

Assenza totale di programmazione nei singoli comparti dell’amministrazione comunale, dallo Sport, alle Politiche sociali, dalla Sicurezza, alla Cultura. Un agire amministrativo spesso costellato di errori che ricalca quello delle amministrazioni precedenti tradendo di fatto il patto con gli elettori catanzaresi che dalla giunta Fiorita si aspettavano una reale azione di cambiamento che latita a intravedersi all’orizzonte dei Tre colli. Il tutto condito da un’operazione politica definita “Patto per la città che altro non è che un accordo di potere con la Lega, utile solamente al primo cittadino ma non certamente al rilancio della città.

Sono solo alcune delle critiche avanzate, dai consiglieri comunali di minoranza Valerio Donato, Gianni Parisi e Stefano Veraldi all’amministrazione guidata da Nicola Fiorita, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella sede del Nuovo Cdu di Catanzaro. Quella che arriva dalla minoranza di centrosinistra che siede nel consiglio comunale del capoluogo di regione, più che una bocciatura a circa sette mesi di distanza dalla vittoria di Nicola Fiorita, ha voluto rappresentare il tentativo di compulsare la maggioranza che governa la città a cambiare rotta, a realizzare nei fatti il tanto decantato cambiamento sbandierato in campagna elettorale.

L’ex candidato a sindaco Valerio Donato ha chiarito in apertura che nessuno si aspettava che la nuova amministrazione potesse risolvere in solo 7 mesi problemi strutturali e atavici che attanagliano da decenni la città ma piuttosto che fosse avviata un’azione amministrativa capace di affrontarli e risolverli della quale, secondo la minoranza, non c’è traccia.

“Nel programma del sindaco Fiorita – ha spiegato Donato, sfidante di Fiorita al ballottaggio e oggi consigliere di minoranza e leader del movimento Rinascita – si parlava della Grande Catanzaro, di legge speciale per Catanzaro capoluogo, di Catanzaro città inclusiva, città della natura, del mare, dell’energia, della cultura, si esaltavano il ruolo del centro storico, si assicurava il rilancio delle periferie. A distanza di sette mesi – prosegue il leader di Rinascita – sono rimaste solo belle parole. In sei mesi non ci aspettavamo ovviamente grandi risultati ma che si sarebbero poste le basi per segnare una vera discontinuità con il passato, ma di questo non c’è alcuna traccia. E ora sentiamo che è stato lanciato un patto per la città e che di questo patto avrebbe parlato con la Lega, tradendo così quello che hanno detto in campagna elettorale quando hanno accusato noi di aver detto “con tutti senza compromessi”.

Ora mi sembra che stiano facendo esattamente questo. Chissà cosa ne pensa il centrosinistra, cosa ne pensano sia Elly Schlein del Pd che Giuseppe Conte del M5S, che pure – ha ricordato Donato – sono venuti qui a sostenere Fiorita. E cosa ne pensa lo stesso Matteo Salvini i cui dirigenti ora a Catanzaro fanno accordi con il centrosinistra.

E cosa pensano gli elettori di centrosinistra che pensavano di fare una battaglia identitaria e ora si ritrovano ad avere da una parte un’interlocuzione serrata con il centrodestra che fa riferimento ad Antonello Talerico e dall’altra con il centrodestra a trazione Lega. Soprattutto, Fiorita dovrebbe dire sulla base di quali contenuti stipulerebbe questo patto per la città, perché se non ci sono contenuti e si rivolge alla Lega allora sembra solo un patto per gestire il potere, un patto utile a Fiorita e forse anche alla Lega ma non alla città”.

“L’assessore Casalinuovo faccia un passo indietro”

Nel mirino di Donato, Parisi e Veraldi sono finite le singole questioni come i finanziamenti per la scuola Mazzini dirottati su altri istituti e soprattutto il rapporto tra Palazzo De Nobili e la società Sieco che si occupa del servizio di raccolta differenziata. “Il contratto di Sieco scadrà a giugno e non potrà essere prorogato, cosa sta facendo l’amministrazione per scongiurare il rischio che la città resti senza un fondamentale servizio?”- hanno domandato retoricamente i consiglieri. Ma alla base delle critiche sulla gestione del settore Ambiente vi sono le penali che secondo la minoranza il comune non starebbe applicando esercitandosi invece in una difesa a spada tratta della società.

I consiglieri hanno evidenziato la presenza di una transazione che “di fatto modifica l’oggetto del capitolato dell’appalto, violando le norme sulla concorrenza”, ed hanno chiesto alla maggioranza di promuovere un’impugnativa della transazione prima che possa produrre i suoi effetti e al sindaco Fiorita di revocare la nomina dell’assessore al ramo, l’avvocato Aldo Casalinuovo.

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